Nella fornace di Stalingrado la più grande disfatta tedesca

Stalingrado secondo i piani di guerra di Michail Tuchacevskij era già segnata sulla carta e già prima del secondo conflitto mondiale come il nodo strategico de La Guerra dei Mondi il punto di convergenza sovietico per un sicuro fallimento di un attacco occidentale nella Russia bianca e uno simultaneo in Siberia. La decisione di Hitler di prendere nel 1942 una pur sempre insignificante città come Stalingrado sul piano de La Guerra dei Mondi vede oggi pertanto una motivazione palese. Tuttavia è bene supporre che l’insistenza da parte di Hitler di prendere a tutti i costi Stalingrado vedesse molteplici interessi di potere e non solo quello di conquistare una catena montuosa geofisicamente importante come gli Urali.

Truppe germaniche nelle fasi iniziali dei combattimenti intorno a Stalingrado. Foto Wikipedia.

In realtà Hitler non riuscì ad agganciare i sovietici sul piano de La Guerra dei Mondi sul Volga e non vi riuscì mai perdendo sul piano diplomatico e militare la guerra. Intanto entro il 1943 la disfatta di Stalingrado che portò alla distruzione della sesta armata tedesca e alla morte di migliaia di soldati tedeschi ebbe altresì un ruolo fondamentale perché gli Alleati da quel momento prendessero dopo i russi l’iniziativa per il successivo fallimento del progetto atomico nazista che rientrava pur sempre nell’ambito del segreto progetto anglo tedesco Enigma.

Il generale comandante la sesta armata tedesca Friedrich von Paulus. Foto Wikipedia.