Bartolo Longo: un libro di verità

Sono molto contento alla fine di aver pubblicato un romanzo storico sulla figura di San Bartolo Longo. Libro scritto per devozione e ringraziamento, ma soprattutto che mi ha dato la possibilità di trattare più nello specifico la società del XIX secolo non discostandomi ancora in quel momento dall’ottocento napoletano che ho trattato in precedenza con la pubblicazione di Vucchella sul poeta napoletano Salvatore Di Giacomo e Caruso sul grande tenore. Il volume su Bartolo Longo è anche un libro che mi ha permesso di trattare concettualmente la religione cristiana secondo la sua teologia, ma soprattutto anche il background storico di quell’epoca in tutti i suoi risvolti politici, sociali, religiosi e ideologici. Soprattutto aver toccato una tematica come quella dell’occultismo è sicuramente l’aspetto più interessante, forse quello che maggiormente mi aveva attratto nello scrivere il romanzo per spiegare la tendenza occulta e settaria dei circuiti di potere che purtroppo cercano vanamente di conquistare il mondo e imperversano come nell’attuale per giungere a un’immortalità tramite un potere soprattutto scientifico che non esiste escludendo il Dio creatore. Bartolo Longo resta per me l’opera apripista che mi ha fatto comprendere molto bene tante cose, ma soprattutto mi ha confermato il senso della mia vita.